COMUNICATO STAMPA
FRODI TELEFONICHE, AGCOM APRE ALLA NUMERAZIONE BREVE PER IL TELEMARKETING LEGALE.
CAFFERATA (LEGA CONSUMATORI): “PASSO NELLA GIUSTA DIREZIONE, MA LA TUTELA VA RAFFORZATA”
Agcom compie un nuovo passo nella lotta alle frodi telefoniche e allo spoofing, avviando una consultazione pubblica sull’uso delle numerazioni brevi anche per le attività di teleselling e telemarketing svolte in modo legale e trasparente. La decisione è stata assunta dall’Autorità nella riunione del 17 dicembre: la consultazione durerà 45 giorni e riguarda la proposta di modifica del piano di numerazione nazionale.
L’iniziativa nasce in risposta a un contesto ancora fortemente segnato da pratiche aggressive e fraudolente, spesso basate sulla falsificazione del numero chiamante (CLI spoofing), che rende difficile risalire ai responsabili e consente di aggirare le norme sulla privacy e il Registro pubblico delle opposizioni. Sull’iniziativa interviene Cristina Cafferata, Presidente della Lega Consumatori: “Accogliamo questa novità con soddisfazione, ma anche con la necessaria cautela. È indubbio che si stia andando nella direzione giusta: rendere il chiamante immediatamente riconoscibile è un elemento chiave per ricostruire un rapporto di fiducia con gli utenti”.
Negli ultimi mesi Agcom ha già messo in campo misure incisive. Da novembre, l’Autorità ha imposto agli operatori il blocco delle chiamate illecite provenienti dall’estero che simulano numerazioni italiane, chiarendo al contempo le responsabilità di controllo sulle chiamate VoIP originate sul territorio nazionale. I risultati, secondo Agcom, sono stati significativi: milioni di chiamate fraudolente sono state intercettate e, per la prima volta, il fenomeno è stato misurato in modo oggettivo.
“La proposta di Agcom, sottolinea Alberto Martorelli Segretario generale di Lega Consumatori, costituisce sicuramente un passo in avanti soprattutto nei casi di telefonate provenienti dall’estero, ma occorre evidenziare che il fenomeno del telemarketing selvaggio rappresenta ancora un vero e proprio tormento nella vita quotidiana dei consumatori. Gli utenti infatti segnalano ai nostri sportelli raggiri e tentativi di truffe telefoniche caratterizzate da tecniche sempre più sofisticate, basate sull’utilizzo anche dell’intelligenza artificiale; inoltre è importante rilevare come risultino colpiti dal telemarketing molesto non solo le persone fragili (ad esempio anziani), ma anche soggetti di età media dotati di competenze professionali elevate”.
Come spesso accade, però, il traffico illegale si è rapidamente spostato verso numerazioni estere, che non possono essere bloccate per gli obblighi di interconnessione internazionale. In questo scenario si inserisce la nuova proposta: consentire ai call center e agli operatori che agiscono nel rispetto delle regole di utilizzare numeri brevi italiani a tre cifre per le chiamate commerciali. Numerazioni facilmente riconoscibili dagli utenti, non replicabili dall’estero e già associate, nell’immaginario collettivo, a servizi affidabili come l’assistenza clienti.
Cafferata sottolinea però come il problema non possa dirsi risolto:
“E’ una misura che indubbiamente punta a rafforzare la trasparenza e la fiducia, permettendo ai consumatori di distinguere in maniera più chiara le comunicazioni legittime e i tentativi di raggiro.
Ma la strada è ancora lunga. Gli italiani continuano a essere quotidianamente bersagliati da telefonate indesiderate. Le misure tecniche funzionano, ma devono essere accompagnate da controlli costanti e da un rafforzamento complessivo delle tutele”.
“È un passo importante – conclude Cafferata – ma non definitivo. Continueremo a vigilare affinché l’innovazione si traduca in un beneficio reale e concreto per i consumatori, che hanno diritto a non essere disturbati e, soprattutto, a non essere ingannati”.
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