Non dobbiamo sottovalutare i danni che i prodotti contraffatti cagionano all’economia, perché sottraggono miliardi di euro alle imprese oneste, soffocano l’innovazione, riducono le entrate fiscali, compromettono la sicurezza dei consumatori (rischiando danni alla salute).
Minacciano posti di lavoro e alimentano reti criminali, creando un’economia sommersa che non contribuisce allo sviluppo legale e sostenibile.
Esistono infatti due tipologie di danno economico: diretto ed indiretto.
E’ da considerarsi un danno economico diretto:
La perdita di fatturato, perché le aziende legittime perdono vendite a favore di prodotti falsi, con perdite stimate in centinaia di miliardi a livello globale.
Minori sono le vendite legali, minori saranno le imposte e i contributi sociali versati allo Stato, riducendo le risorse per la spesa pubblica.
Infine le risorse sottratte alle aziende non possono essere reinvestite in ricerca e sviluppo, frenando il progresso.
E’ da considerarsi un danno economico indiretto:
Il rischio per la salute e la sicurezza: i prodotti contraffatti (elettronica, farmaci, cosmetici) possono essere pericolosi, causando danni lievi o persino letali.
La diminuzione delle vendite legittime, poiché può portare a licenziamenti nelle aziende che producono beni originali.
Il denaro guadagnato dalla contraffazione spesso finanzia altre attività illecite, come il terrorismo o la criminalità organizzata.
La filiera della contraffazione può favorire la corruzione delle istituzioni pubbliche.
Al consumatore acquistare falso può apparire un risparmio, ma espone a sanzioni amministrative e all’acquisto di prodotti di scarsa qualità e pericolosi.