CAFFERATA (LEGA CONSUMATORI): Ci aspetta una raffica di rincari: Una stangata apre l’anno e si abbatte subito sui bilanci familiari, riaccendendo l’allarme sul potere d’acquisto mentre gli stipendi restano fermi.
Il 2026 si apre con una lunga lista di rincari che toccheranno la vita quotidiana degli italiani. Dai pedaggi autostradali al prezzo delle sigarette, passando per carburanti, spedizioni e transazioni finanziarie, da oggi entrano in vigore una serie di aumenti, molti dei quali legati alle misure contenute nella legge di bilancio.
“Ancora una volta – sottolinea Cristina Cafferata, Presidente nazionale della Lega Consumatori – a pagare il conto sono famiglie e consumatori, già messi a dura prova da anni di inflazione e salari stagnanti”.
C’è però anche qualche buona notizia: le multe stradali resteranno ferme. Il decreto Milleproroghe ha infatti congelato per tutto il 2026 l’adeguamento biennale delle sanzioni del Codice della strada.
“È un segnale di buon senso – commenta Cafferata – ma rischia di essere una magra consolazione rispetto all’impatto complessivo dei rincari che scatteranno su altri fronti”.
Pedaggi in aumento. Sulle autostrade scatta l’adeguamento all’inflazione: i pedaggi crescono in media dell’1,5% per la maggior parte delle concessionarie. Restano esclusi alcuni tratti, come quelli gestiti da Concessioni del Tirreno, Ivrea-Torino-Piacenza e Strada dei Parchi. Aumenti più alti, invece, sulla Salerno-Pompei-Napoli (+1,925%) e sull’Autostrada del Brennero (+1,46%).
“Parliamo di aumenti che colpiscono lavoratori e pendolari – avverte Cafferata – e che finiscono per incidere anche sui costi dei trasporti e dei beni di consumo”.
Sigarette più care. La manovra prevede un aumento graduale delle accise su sigarette, tabacco trinciato e sigarette elettroniche nel triennio 2026-2028. Per il 2026 l’impatto sarà di circa 15 centesimi in più a pacchetto, destinati a salire nei prossimi anni.
Gasolio al rialzo, benzina in calo. Viene equiparata l’accisa tra benzina e diesel: la prima scende di poco più di 4 centesimi al litro, il secondo sale della stessa cifra. Con l’Iva, l’effetto finale sarà di circa cinque centesimi al litro: benzina intorno a 1,73 euro, gasolio a 1,784.
“Un riequilibrio che, nei fatti, penalizza chi usa il diesel per lavoro – osserva Cafferata – e rischia di avere ripercussioni sui prezzi lungo tutta la filiera”.
Più cara la tassa di soggiorno. Anche nel 2026 i comuni potranno aumentare l’imposta di soggiorno fino a 2 euro a notte. Nelle aree vicine alle sedi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, l’incremento potrà arrivare fino a 5 euro.
Assicurazioni. Sale al 12,5% l’aliquota sulle polizze accessorie legate a infortuni del conducente e assistenza stradale, per i nuovi contratti o quelli rinnovati.
Pacchi dall’estero. Scatta un contributo di 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. La misura agirà soprattutto sugli acquisti online effettuati tramite siti di e-commerce asiatici, come Temu, Shein e JD, facendo aumentare il prezzo finale dei prodotti acquistati.
“Negli ultimi due anni le spese online sono cresciute in modo vertiginoso – ricorda Cafferata – e questo contributo rischia di tradursi in un ulteriore aggravio per i consumatori”.
Transazioni finanziarie. Raddoppia la Tobin tax: l’imposta sulle transazioni finanziarie passa dallo 0,2% allo 0,4%.
Le eccezioni. Nessun aumento per le multe stradali nel 2026. Inoltre, chi vola dagli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma non pagherà la tassa d’imbarco grazie all’esenzione prevista dalla manovra.
Rinviate sugar e plastic tax. Slitta al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore delle imposte sulle bevande zuccherate e sulla plastica monouso.
“Il 2026 – conclude Cafferata – parte in salita per i portafogli degli italiani. Servono misure strutturali a tutela del potere d’acquisto, non solo rinvii o piccoli correttivi”.