L’acquisto di prodotti contraffatti per “appartenere a un gruppo” risponde a precise dinamiche psicologiche e sociali:
- Il marchio di lusso è un simbolo di successo. Chi non può permettersi l’originale usa il falso, nel tentativo di proiettare un’immagine di ricchezza e ottenere approvazione sociale.
- In certi ambienti, possedere determinati oggetti è considerato un requisito per essere accettati. Il contraffatto permette di uniformarsi all’estetica del gruppo senza sostenere il costo reale.
- Si sceglie di acquistare il logo, non la qualità (il cosiddetto effetto “SIGNALLING”). L’obiettivo è comunicare agli altri l’appartenenza a una classe sociale elevata, cercando di colmare il divario tra la propria realtà economica e l’identità desiderata.
Tuttavia, usando un falso non si può che apparire NON autentici, influenzando in questo modo, in maniera negativa l’autostima.
Con l’ausilio tecnico e creativo di Giorgio Pavanello.
Realizzato da LEGA CONSUMATORI nell’ambito del progetto Ministeriale “IL VERO HA VALORE. IL FALSO HA UN PREZZO. Tu?” finanziato dal MIMIT art 148 – L. 388/2000 – DD 12 maggio 2025.
