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Arriva la piattaforma UE per la riparazione

La piattaforma per la riparazione al fine del riuso entrerà in vigore (Direttiva UE sul Diritto alla Riparazione) il 31 luglio 2026.

L’Unione Europea ha stabilito, infatti, che i consumatori debbano poter accedere rapidamente, in maniera trasparente e, se possibile, gratuita a soluzioni che evitino il ricorso ai prodotti “usa e getta”.

L’obiettivo è allungare il ciclo di vita dei prodotti (come elettrodomestici, smartphone, tablet e PC), incentivando l’economia circolare e abbattendo i rifiuti tecnologici ed elettronici.

Lo scopo della piattaforma.

Permettere ai cittadini di geolocalizzare e contattare facilmente riparatori qualificati, venditori di beni ricondizionati, acquirenti di dispositivi difettosi (da rimettere a nuovo) e iniziative di riparazione comunitarie.

In questa fase normativa di transizione ecologica e del riuso, a cavallo di fine luglio 2026 si affiancano altre due importanti piattaforme:

  1. Il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP): un registro digitale che debutta a luglio 2026 partendo dalle batterie (e poi esteso all’elettronica), fondamentale per tracciare la composizione dei prodotti e facilitarne il ricondizionamento e il riuso.
  2. La Nuova Piattaforma Pubblica del RENTRI: Avviata dal Ministero dell’Ambiente (MASE), che ha aperto i dati pubblici sulla tracciabilità, gestione e flussi dei rifiuti e delle materie prime seconde in Italia.

 

Quali sono i prodotti inclusi nella normativa?

I prodotti coperti da questo diritto e per i quali i produttori devono garantire pezzi di ricambio e informazioni tecniche sono:

  • Grandi elettrodomestici da lavaggio: lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie.
  • Apparecchi di refrigerazione: frigoriferi, congelatori e cantinette per il vino.
  • Dispositivi elettronici e schermi: smartphone, tablet, monitor e televisori.
  • Elettrodomestici per la pulizia: aspirapolveri e scope elettriche.
  • Sistemi di cottura e riscaldamento: forni domestici e pompe di calore.
  • Mobilità leggera: biciclette elettriche (e-bike).
  • Server e archiviazione dati: componenti per lo storage informatico.

 

Cosa cambia concretamente per il consumatore?

Il produttore non può rifiutarsi di aggiustare un vecchio elettrodomestico (a meno che non sia strutturalmente impossibile), pertanto le riparazioni dovranno essere effettuate anche fuori garanzia obbligatoria.

I costi dei pezzi di ricambio e della manodopera devono essere accessibili al fine di scoraggiare la pratica di cercare di invogliare il cliente a comprare un modello nuovo. Non solo, il produttore non può imporre prezzi spropositati o gonfiare il costo dei pezzi di ricambio per scoraggiarti dal riparare il bene.

I componenti e le istruzioni software devono essere resi disponibili anche ai riparatori indipendenti e privati, non solo ai centri ufficiali.

E’ bene sapere che prima di iniziare i lavori, il riparatore deve fornirti un preventivo trasparente tramite un modulo uniforme che indica costi massimi, tempi di lavoro e l’eventuale disponibilità di un elettrodomestico di cortesia in sostituzione.

Altresì il produttore non può impedire l’intervento riparatore a tecnici indipendenti, ad esempio, usando barriere software o contrattuali e deve garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio originali o compatibili (anche stampati in 3D) per almeno 10 anni.

 

I nostri consigli per ottenere il rispetto della normativa.

  1. Contatta il servizio clienti del produttore

Invia una richiesta formale di assistenza (anche tramite i canali digitali ufficiali o PEC) evidenziando il fatto che stai richiedendo la riparazione del prodotto ai sensi della nuova Direttiva sul Diritto alla Riparazione (Right to Repair).

  1. Richiedi il Modulo Informativo Europeo

Prima di autorizzare qualsiasi intervento o ispezione a pagamento, pretendi la compilazione del modulo standard europeo per le informazioni sulla riparazione. Il modulo bloccherà le condizioni economiche e i tempi promessi per almeno 30 giorni, evitandoti sorprese nel conto finale.

  1. Valuta l’alternativa dei riparatori indipendenti

Grazie alla trasparenza sui pezzi di ricambio e all’eliminazione dei blocchi software, puoi richiedere un preventivo a un tecnico locale indipendente. Spesso i tecnici terzi offrono tariffe di manodopera più competitive rispetto alla casa madre, pur avendo ora lo stesso identico accesso ai pezzi di ricambio originali.

  1. Verifica i costi dei pezzi di ricambio

Se il tecnico sostiene che “il pezzo di ricambio costa troppo”, non esitare nel ricordargli che le nuove norme obbligano i produttori a fornire i componenti per la riparazione a prezzi definiti “non dissuasivi”, come accennavamo sopra. Se riscontri tariffe gonfiate nel tentativo di spingere verso l’acquisto del nuovo, puoi segnalare l’anomalia alle autorità garanti dei consumatori.

Essendo un sistema nuovo e generalizzato, come associazione di tutela dei consumatori, vigileremo raccogliendo spunti ed osservazioni per fare sì che vi sia un reale e concreto utilizzo di questo strumento.

Attività realizzata nell’ambito del progetto Finanziato dal MIMIT art. 148 – L. 388/2000 –DD 12 maggio 2025.

Articolo a cura di Laura Praderi

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La Lega Consumatori, nata nel 1971 dalle Acli Milanesi in un’epoca di cambiamento sociale, si è sviluppata come movimento educativo e sociale cristiano, impegnato nel servizio, nell’informazione e nella proposta sociale e politica. È diventata la seconda associazione di consumatori in Italia, contribuendo al percorso consumeristico nazionale e all’introduzione della conciliazione paritaria come modello ADR. Si impegna con istituzioni e imprese per il bene comune e la sostenibilità, promuovendo un ruolo attivo dei consumatori come portatori di interessi nel contesto della globalizzazione, ispirandosi ai principi di equità e solidarietà.

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